Oggi dalle colonne di Repubblica è partito l’ennesimo, pretestuoso, attacco all’amministrazione capitolina.
In un articolo si parla di un ex banda della Magliana, Maurizio Lattaruolo, come di uno stretto collaboratore di Giordano Tredicine. Falso: Tredicine neanche lo conosce e quella di Lattaruolo e spiega che “Il rapporto di consulenza esterna del Sig. Lattarulo con l’Amministrazione Capitolina è intercorso presso l’Assessorato alle Politiche Sociali e non con la Commissione da me presieduta”.
Repubblica presenta lo stesso Lattaruolo come una scelta del sindaco. Falso: la consulenza di Lattaruolo fa parte di un programma di politiche sociali per il recupero dei detenuti di cui il Pd si lava tanto la bocca, ma di cui poi non riconosce le attuazioni.
Con grande cinismo si parla poi di Giorgio Magliocca come di un “condannato per camorra”. Falso: il dirigente provinciale del Pdl di Caserta è stato arrestato e poi assolto in primo grado perché il fatto non sussisteva.
Capiamo di trovarci in campagna elettorale, ma questo si conferma come l’ennesimo attacco pretestuoso.
Ancora una volta la violenza della comunicazione rimbalza sui social network e su Twitter e alimenta una rabbia e una cattiveria insensate.
Stavolta riceveremo le scuse di Repubblica?